La permacultura si ispira ai precetti del giapponese Masanobu Fukuoka, uno dei pionieri del settore, che sostiene una pratica agricola che incoraggia l'arte del non agire e propone di lavorare con la natura, e non contro di essa.
All'opposto dell'agricoltura intensiva, questo metodo mira all'armonia tra le specie e favorisce il rispetto dell'ordine naturale grazie a una coltivazione senza input.
I valori sostenuti da questa filosofia di lavorazione della terra rispecchiano l'impegno di Alexandre Rousseau, designer di Bleu de chauffe. Egli decide di creare all'interno dei suoi laboratori un ampio spazio dove le colture vengono lavorate su cumuli, con l'idea di arricchire il terreno ricreando un ecosistema ricco, paragonabile a quello che si trovanella foresta.
Sfruttando un terreno in parte minerale finora poco lavorato, Bleu de Chauffe valorizza lo sviluppo sostenibile e continua a rafforzare i legami del marchio con l'Aveyron, territorio storicamente impegnato nella conservazione del suolo e nella difesa dell'ecologia attraverso un'agricoltura ragionata.
L'idea alla base del progetto è quella di creare un legame
In primo luogo grazie alle associazioni di specie coltivate che si proteggono a vicenda: il basilico allontana le mosche bianche, la cipolla scaccia la peronospora, mentre il prezzemolo favorisce la crescita.
Soprattutto all'interno del laboratorio, dove ogni artigiano è sensibile al lavoro della terra e può beneficiare a suo piacimento dei frutti di questo orto aziendale di nuovo tipo: pomodori (ananas, piccanti, russi, Green Zebra, neri di Crimea), melanzane, zucchine, spinaci, rucola, lattuga, cipolle, kiwi, fragole, cavoli, zucche.










